Sony smartwatch 3 vs 2: Recensione con comparazione e prezzo

Sony SmartWatch 3

Hai mai sentito parlare della serie “Sony Smartwatch“? Molto probabilmente no. Nonostante la vasta popolarità del marchio che l’ha lanciata, questa breve linea di orologi molto sfortunata è nata nel 2013 e si è conclusa nel 2014. Questa meteora, tuttavia, non è stata che un singolo caso isolato.

Gli “orologi intelligenti” sono, infatti, negli ultimi anni, sicuramente l’accessorio hi-tech più in voga e desiderato. Numerose aziende, dedite alla tecnologia e non, si sono avvicinate a questo interessante e fruttuoso prodotto di mercato. Adatti ad ogni occasione, sono diventati, in breve termine, il regalo perfetto per grandi e piccini.

Pratici e comodi, rendono la vita più semplice: lavoro, sport e passioni sono, infatti, alla portata di polso. Data la grande richiesta, numerosi sono i modelli prodotti, rispondenti alle più disparate fasce di prezzo, ma sempre con un occhio di riguardo alla qualità e all’estetica.

Nonostante siano trascorsi ormai sette anni dalla sua data ufficiale di lancio, il Sony Smartwatch 3, ultimo prodotto di questo tipo della casa nipponica – è davvero in grado di tenere testa ai più giovani competitors?

Lo scopriremo insieme nei prossimi paragrafi. Prima, però, occorre fare un confronto tra quest’ultimo modello e il suo fedele antenato, il Sony Smartwatch 2: c’è stata davvero un’evoluzione tangibile in termini di funzionalità e potenzialità? Valutiamolo, mettendo a confronto gli aspetti fondamentali delle schede tecniche dei due dispositivi.

Sony Smartwatch 2 VS Sony Smartwatch 3 – Confronto

Dal punto di vista estetico, i due orologi sono molto simili tra loro. Ciò che stupisce a colpo d’occhio è l’efficacia del design e la sua eleganza senzatempo, che li rende ottimi anche come smartwatch per donne. La cassa principale è, in entrambi i casi, interamente in acciaio e il cinturino in gomma.

Questo abbinamento conferisce all’intero prodotto assemblato un peso accettabile di circa 70 grammi (nel caso dello smartwatch 3) e di 122 grammi, invece, nel predecessore. Il display rettangolare antigraffio LCD, sempre attivo perché di tipo transflective, è in ambo due i casi, ampio 1.6 pollici.

Cambia, invece, la risoluzione dello schermo: nel Sony Smartwatch 3 è di 320×320 pixel, nel Sony Smartwatch 2 è di 220×276 pixel. Assenti sono, invece, i sensori di pressione sullo schermo (force touch), abbastanza anacronistici se si pensa al periodo di lancio dei due modelli.

I primi, infatti, sono stati introdotti da Apple proprio nel 2014, sul display del primo fortunato Apple Watch. Successivamente, sono stati riproposti e confermati nel trackpad dei MacBook Pro.

Hardware: i due modelli sono così diversi?

SmartWatch Sony 3

Prima di iniziare, è doveroso fare una precisazione. In campo informatico (e non) si definisce col termine Hardware l’insieme delle componenti “fisiche” di un dispositivo. Al contrario, col termine Software si indica, invece, tutto ciò che appartiene alla sfera delle procedure e dei cosiddetti “programmi”.

Alla luce di ciò, diamo, adesso, un rapido sguardo al processore del Sony Smartwatch 3, cuore pulsante e centro nevralgico dell’Hardware. Esso è di tipo quad core Qualcomm Snapdragon 400 (serie prodotta fino a Giugno 2017), con frequenza 1.2 Ghz.

In termini di memoria, la RAM (Random Access Memory) ammonta a 0.512 GB , mentre la ROM (Read Only Memory) a 4 GB , non espandibili in maniera esterna. Questo smartwatch presenta le funzioni bussola, accelerometro, giroscopio e i sensori di luminosità (che rendono il display comodamente autoregolato).

Non dispone, invece, di sensore per la lettura dell’impronta digitale e del battito cardiaco. Inoltre, risponde all’utilissimo certificato IP68, che assicura la resistenza del dispositivo alla polvere e alle immersioni in liquidi per la durata massima di un’ora e fino ad una profondità di circa tre metri.

Il Sony Smartwatch 2, invece, presenta un processore di gran lunga meno funzionale e ancora più obsoleto, di tipo single core ARM-CORTEX M4. Ancora più gravosa è la differenza in termini di memoria: stavolta la RAM è di 64 MB e la ROM di 256 MB, anche esse non espandibili.

Questo modello presenta solo certificazione IP67, cioè significa che è meno resistente alla polvere rispetto al successivo, ma comunque impermeabile. Infine, gli unici due sensori presentati sono l’accelerometro e quello di luminosità. In linea di massima, quindi, il modello antecedente risulta essere più lento nell’elaborazione dei dati, meno ampio nell’archiviazione e meno resistente agli agenti esterni.

Aspetto Software del Sony Smartwatch 3 e del Sony Smartwatch 2:

Ciò che distingue profondamente il lato Software del Sony Smartwatch 3 dal suo predecessore è il solido appoggio alla piattaforma Google, marchio di garanzia famoso e indiscusso. Grazie, infatti, a Google Now e alla presenza di un microfono incorporato, è possibile interagire con lo smartwatch utilizzando direttamente la propria voce per svolgere le maggior parte delle attività previste dal menu, come, ad esempio, l’impiego della calcolatrice e l’apertura delle note.

E’ presente, inoltre, il sistema operativo Android (in particolare, al momento del suo lancio, era disponibile la versione 4.4 Kitkat). Essendo un wearable, è possibile visualizzare comodamente le notifiche del proprio smartphone in calce al display dell’orologio, senza particolari sforzi di lettura grazie all’ampio schermo.

Il Sony Smartwatch 2, invece, è stato lanciato con sistema Android 4.0.1 Ice Cream Sandwich ICS e totalmente assenti sono i servizi Google. Questo implica una più complessa gestione e lettura delle notifiche, che peggiora ulteriormente l’usability del modello, già resa precaria dalla bassa risoluzione. Inoltre, esso appare anche dal punto di vista delle azioni possibili, molto più limitato e di difficile approccio.

Tecnologie e connettività:

Entrambi gli orologi non presentano connettività mobile ma è possibile abbinarli ad uno smartphone tramite Bluetooth, disponibile in versione 4.0 nell’ultimo modello e in versione 3.0 nel precedente. L’app necessaria per sincronizzare i dati raccolti si chiama Smart Connect, ed è chiara e di grande impatto.

Attraverso questo programma, infatti, è possibile gestire le notifiche da visualizzare sul display in modo rapido e comodo. D’altro canto, non è presente, all’interno di entrambi i modelli, il vano SIM e la connettività ad infrarossi. A differenza del 2, il Sony Smartwatch 3 può vantare della comodità delle tecnologie GPS e Wi-Fi. La tecnologia NFC, invece, è rintracciabile in entrambi.

Quest’ultima, decisamente più sofisticata e poco conosciuta dai meno esperti, discende da più obsolete tecnologie di connettività e fornisce la possibilità di comunicazione a corto raggio senza fili (ad esempio, attualmente è utilizzata per effettuare pagamenti contactless).

Fotocamera e batteria, croce e delizia dei due modelli:

Il Sony smartwatch 3 presenta una batteria realizzata in Litio, dalla capacità di 420 mAh, non removibile e non ricaricabile in modo wireless. E’ possibile farlo solo mediante cavo micro-USB, fornito nella confezione originale.

La batteria del Sony smartwatch 2, invece, risulta avere una capacità nettamente inferiore (225 mAH) che assicura una minore autonomia sia in conversazione che in standby. Queste ultime si aggirano rispettivamente intorno alle 168 ore e 72 ore per il modello 2. Le prestazioni sono migliorate di circa il doppio nel caso del modello successivo.

In entrambi i dispositivi, inoltre, non è presente né la fotocamera posteriore né la fotocamera anteriore, grave e pesante mancanza hardware.

Conslusioni:

Sebbene esteticamente molto simili, i due modelli si discostano molto per funzionalità e rapidità di esecuzione. La bassa risoluzione del display del Sony Smartwatch 2 penalizza molto il modello, rendendo più difficile il suo utilizzo, soprattutto nelle operazioni di lettura.

Impreziosito dalla tecnologia GPS e dai comodi servizi Google, il Sony smartwatch 3 è sicuramente più adatto a reggere il confronto con il mercato. Ma è davvero possibile farlo nonostante gli anni passati e dignitosamente? Valutiamo insieme i punti di forza e le debolezze dell’ultimo smartwatch realizzato dall’azienda Sony.

Alla luce delle caratteristiche sopracitate, il profilo del prodotto ottenuto è molto chiaro: questo smartwatch è perfettamente rispondente alla media dei dispositivi distribuiti nell’anno 2014. Immergendoci nel mercato tecnologico di sette anni fa, non si possono sicuramente ignorare i vari punti di forza mostrati dal Sony Smartwatch 3.

Tra tutti, i più solidi sono sicuramente collegati alla batteria (di durata notevole grazie alla tecnologia transflective del display) e la presenza del GPS, a quel tempo un fattore molto innovativo. Forte, è stato anche l’entusiasmo mostrato nei confronti dell’app per smartphone “Smart Connect”, di gran lunga più intuitiva e completa di molte concorrenti. Questi, sono gli unici vantaggi degni di nota che lo contraddistinguono dai competitors coetanei.

D’altro canto, non possono essere trascurate le numerose criticità da segnalare e analizzare. In primis, vi è chiaramente l’assenza del sensore del battito cardiaco, che non lo rende particolarmente adatto ad un utilizzo sportivo non agonistico, nonostante l’importante presenza della certificazione IP68. Negativa anche la qualità dei colori visualizzati sul display, talvolta troppo sbiaditi e inconsistenti rispetto a quelli reali.

Sono stati, in aggiunta, evidenziati anche altri due punti deboli, ossia l’eccessiva esclusività dei comandi vocali, che rendono l’orologio scarsamente utilizzabile attraverso l’impiego del solo touchscreen e la fastidiosa tendenza del cinturino di gomma ad attirare facilmente la polvere e sporcarsi.

Tutti questi parametri sono sufficienti a giustificare lo scetticismo dimostrato dal mercato nei confronti di questo prodotto. La Sony, infatti, pur essendo molto apprezzata per la produzione di altri dispositivi come ad esempio le televisioni, non ha convinto nel campo degli “orologi intelligenti”.

Abbiamo, quindi, dato uno sguardo generale alle proprietà tecniche e alle caratteristiche salienti dell’ultimo smartwatch della famosa casa nipponica. A questo punto occorre rispondere alla domanda anticipata nel corso dell’introduzione: il Sony Smartwatch 3 può reggere, oggigiorno, il confronto con i moderni orologi di qualsiasi fascia di prezzo?

La risposta è una soltanto: assolutamente no. Esso, infatti, è imparagonabile addirittura ai moderni smartwatch di fascia bassissima come, ad esempio il Mi Watch Lite. Prodotto dalla popolare azienda cinese Xiaomi, esso è attualmente disponibile ad un costo molto competitivo e accattivante.

Nonostante sia un orologio di fascia super low price, quest’ultimo vince a mani basse sia in termini di funzioni disponibili che prestazionali. Tale risultato, tuttavia, è certamente giustificabile: negli ultimi anni, sono stati fatti passi da gigante nel settore dovuti alla grande domanda di prodotti.

Ciò ha comportato un abbassamento del costo di produzione degli orologi con conseguente miglioramento dei prezzi di vendita. In poche parole: gli stessi (o migliori) servizi possono essere assicurati con un dispendio economico decisamente più basso. Probabilmente, la nota azienda Giapponese ha soltanto peccato di fretta, investendo nel momento meno opportuno.

Cosa ci riserverà il futuro prossimo in termini di tecnologia? Nessuno può dirlo con sicurezza.

L’unica certezza è che l’azienda Sony non ha annunciato, almeno per il prossimo anno, nuovi prodotti di questa categoria, ormai in stasi da troppo tempo: che sia il 2022 l’anno decisivo? Staremo a vedere.

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